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Metodo di Canto

Il Mio Metodo – Video Didattici

Per chi è

Bambini

Mi riservo di valutare caso per caso (attraverso un’audizione) l’idoneità del bambino/della bambina ad iniziare lo studio del canto ma solitamente 8/9 anni potrebbe già essere già l’età giusta…

Appassionati

Coloro che hanno la passione per il canto e non intendono diventare professionisti o (per il momento) esibirsi dal vivo, potranno certamente trovare soddisfazioni nelle mie lezioni.

Professionisti

I professionisti della voce (e non intendiamo solo cantanti ma anche attori, insegnanti, conferenzieri..) che vorranno, attraverso lo studio di una tecnica, fare un uso migliore della propria voce mantenendola in salute, saranno i benvenuti.
Gli strumentisti che per necessità artistiche e professionali intenderanno cantare (per fare cori, etc.) troveranno un percorso di lezioni specifiche.
I cantanti che hanno già una solida base intraprenderanno un corso ad hoc che andrà a potenziare specifici aspetti (la gestione della tecnica, l’interpretazione, la presenza scenica). In quest’ultimo caso il corso potrà prevedere anche un numero limitato di lezioni di perfezionamento.

Per chi NON è

I più piccoli

I corsi tenuti dall’associazione ITI, non essendo specializzati nella propedeutica musicale, non sono idonei a bambini al di sotto degli 8 anni di età.

Per chi non ha abbastanza tempo

È  bene chiarire che lo studio del canto, per quanto piacevole, è comunque un impegno e come tale avrà bisogno di costanza (frequentare 2/3 mesi di lezioni non porterà a risultati soddisfacenti, né per l’allievo né per l’insegnate) e di un po’ di tempo ricavato a casa per esercitarsi.
Il
percorso minimo consigliato è di almeno 1 anno di lezioni.

Descrizione del mio metodo

“chi sa ben respirare e sillabare, saprà ben cantare…”

(Respirazione e Postura)

Quella che sembra una semplice e banale frase, rappresenta il punto di partenza di tutto il lavoro che riguarda la tecnica del canto nel mio metodo di insegnamento: la respirazione. Da questa si parte dunque. Ed in particolare dallo studio di una respirazione costo-diaframmatica.

La respirazione rappresenta il primo passaggio di un percorso di studio e di allenamento, passaggio assai delicato che se non viene curato in modo preciso e approfondito potrebbe creare disagi (alcuni gravi) durante lo studio del canto.

Dunque è bene conoscere i vari “tipi” di respirazione e poi concentrarsi su quella che più è utile a noi cantanti ed allenarsi in modo regolare, per rendere questa respirazione più naturale possibile, perché diventi una buona abitudine. Lo studio della respirazione non può però prescindere da una buona postura, ed è per questo che nella prima fase di studio del canto vengono curati questi due aspetti insieme.

“questo strumento… che vive con noi”

(Anatomia)

Un primo cruciale passo è iniziare a conoscere il proprio strumento da un punto di vista meccanico; come il pianista è a conoscenza delle parti da cui è composto il pianoforte o il chitarrista sa come è costruita una chitarra, anche il cantante deve avere una conoscenza dello strumento che utilizza. Certo, per noi che cantiamo ci sono alcune difficoltà in più in questo senso, in quanto il nostro è uno strumento interno al nostro corpo (cosa assai particolare…). Dunque parallelamente al vantaggio di alleggerire il carico quando dobbiamo andare in giro a suonare, abbiamo lo svantaggio di non avere a immediata disposizione il nostro strumento a livello visivo e tattile. Per questo trovo importante fornire ai miei allievi, parallelamente ad un percorso pratico di studio del canto, una discreta conoscenza di anatomia e fisiologia dello strumento voce.

Ci soffermeremo dunque sull’anatomia della voce e sui vari sistemi ad essa collegati (gli apparati fondamentali deputati al linguaggio), ricordandoci sempre però che il nostro strumento è tutto il corpo, poiché esso risuona con noi quando cantiamo.

…se han voce piccola non si sentono, se han voce grande son sgarbati…

(Costruzione dei Suoni)

Dopo aver imparato la respirazione, inizieremo ad applicarla all’emissione dei suoni. Questo significa riuscire a realizzare l’accordo pneumo-fonico, cioè il collegamento tra il fiato e il suono, e rendere questo collegamento sempre più naturale e meno “tecnico”.

Impariamo ad applicare le tecniche di appoggio e sostegno (imparate nella respirazione) alla fase di fonazione (emissione dei suoni).

Parallelamente a questo ci saranno molti tipi di esercizi per lavorare sui suoni: per il miglioramento e il potenziamento dello strumento voce.

Impareremo poi a conoscere le classificazioni vocali e i diversi registri vocali e parleremo di risonanze. Parleremo di tutto quello che riguarda il suono prodotto dalla voce, a partire dalla sua generazione fino ad arrivare al suo risuonare nell’ambiente circostante: le corde vocali, il tratto vocale, la tessitura, l’estensione vocale, l’intonazione, l’igiene vocale, il riscaldamento, il raffreddamento, i vocalizzi di varie difficoltà, l’altezza dei suoni, le dinamiche, la voce di petto, la voce di testa, il belting, la voce in maschera.

“Un’immobilità disinvolta ed espressiva

(Repertorio e Performance)

La parte più “divertente” (e solitamente preferita dagli allievi) nelle lezioni di canto arriva quando iniziamo a parlare della performance, cioè la vera e propria esibizione, l’esecuzione di ciò che ci piace cantare. Si partirà dalla scelta del repertorio. In questo senso io lavoro in due parallele direzioni: la scelta da parte mia di brani in stile adeguato alla vocalità dell’allievo, e la proposta di brani da parte dell’allievo in base al suo gusto e alla sua conoscenza musicale. In questo modo si lavorerà poi su ogni singolo brano da diversi punti di vista. Nel mio metodo il primo è sempre quello tecnico, pur lasciando completa libertà di espressione interpretativa all’allievo. Parto dall’aspetto tecnico perché poi esso possa essere messo a disposizione dell’interpretazione in maniera adeguata e non rigida. In seguito mi spingerò oltre la conoscenza e il gusto dell’allievo per fargli sperimentare qualcosa di nuovo, di insolito, di inesplorato, così da permettergli di sviluppare nuove capacità che non siano esattamente quelle che lui già conosce e di cui è dotato per natura.

Uno degli aspetti importanti nell’imparare una canzone è anche l’assimilazione del testo. Imparare il testo a memoria ci permette di essere “liberi” dal punto di vista sia interpretativo sia tecnico.

In seguito arriva uno degli aspetti più importanti per un aspirante artista: trovare lo stile personale. Dunque la tecnica altro non deve essere che uno strumento a supporto dell’arte, e non, come alcuni pensano, un attrezzo per snaturare l’artista.

Giunti al proprio stile ecco che si presenterà un ultimo aspetto da considerare: la gestione della performance. E sì, perché un conto è cantare in studio o in aula, altra cosa è stare su un palco con un pubblico di fronte!

Oltre al repertorio da solista, spesso mi piace proporre agli allievi lo studio di alcune armonizzazioni vocali attraverso duetti o parti corali, per imparare l’indipendenza.

L’alleato sconosciuto

(Tecnica Microfonica)

Spesso l’aspetto che riguarda l’utilizzo del microfono viene dato un po’ per scontato tra i cantanti; altre volte esso non è proprio contemplato nelle lezioni di canto. Male! E’ invece molto importante per uno studente che si avvicina allo studio del canto moderno avere una conoscenza della strumentazione elettronica a disposizione del cantante e del suo utilizzo adeguato.

Altra esperienza che ritengo fondamentale è quella della registrazione: sia la registrazione “fai da te” con qualunque mezzo che ormai la tecnologia ci mette a disposizione, sia la registrazione professionale con attrezzatura e programmi adeguati.

La registrazione costituisce un feed-back molto importante per chi studia canto. Uno strumento utilissimo per il miglioramento e per la presa di consapevolezza dei propri “pregi e difetti”, delle cose giuste e quelle sbagliate.

Inoltre, registrare è molto diverso che cantare dal vivo ed è importante fare esperienza prima di trovarsi a fare un turno in studio o a registrare il proprio disco. Ecco perché nei miei corsi metto a disposizione dello studente un’adeguata attrezzatura per questo tipo di esperienza.

“Trovare la musica, nota per nota

(Teoria Musicale)

Non è sempre facile inserire nelle lezioni di canto la parte di teoria musicale, principalmente per motivi di tempo e perché le cose da vedere sono molte e spesso si preferisce concentrarsi sul lavoro vocale. Ritengo comunque fondamentale fornire allo studente un minimo di conoscenza teorica partendo dalle basi della teoria musicale per arrivare poi al solfeggio ritmico e melodico, parlato e cantato, e poi all’analisi di uno spartito. Questo ultimo aspetto è molto importante per poter fare uno studio vero e approfondito di una canzone, poterne conoscere la melodia in modo preciso, avere un’idea dell’armonia che sostiene la melodia che tanto ci piace cantare. Ma è importante anche da un punto di vista di interazione quando suoniamo con altri strumentisti, in modo da poter “parlare la stessa lingua”, poter comunicare in quale tonalità vogliamo cantare quel brano, per poter staccare il tempo in modo corretto, per riuscire a farci accompagnare per come noi sentiamo quel brano.

Video didattici